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Alto Garda e Ledro, la denuncia: «I sentieri devastati dai bikers, e ora arrivano le moto elettriche» – Riva – Arco


ALTO GARDA E LEDRO. Sentieri che diventano ampi e profondi tracciati per far felici i bikers ma devastando i nostri boschi. Questo denuncia il Coordinamente Ambiente Alto Garda e Ledro con un documento firmato da ben otto associazioni: Ledro Inselberg, Italia Nostra trentino, SOS Altissimo, WWF Trentino, Comitato sviluppo sostenibile, Comitato salvaguardia area lago, Comitato salvaguardia olivaia e Comitao oliveto di Ghoete.«Mentre da diversi giorni si celebrano i risultati del bike festival e la presenza sempre più massiccia di turisti (si parla di alcune decine di migliaia di presenze) muniti di bike e di bici elettriche a motore, i sentieri delle nostre zone boscate dal Brione fino a Tremalzo e sul Baldo, si stanno trasformando in un reticolo di percorsi a gruviera, parecchi non autorizzati, altri modificati per opera dei Garda Rangers di Garda Dolomiti, ed allargati quasi fossero strade forestali per dare la possibilità di essere percorsi da un numero sempre più alto di frequentatori con conseguente distruzione degli habitat e delle memorie storiche. Questa modifica comporta con il tempo il danneggiamento degli stessi sentieri come dimostrano le condizioni dell’ex 601, di un sentiero della valle di Oltrezengol e della val del Dial non più percorribili a piedi perché troppo pericolosi, proprio in seguito all’eccessivo transito delle mountain bike».E una nuova “minaccia” si aggiunge a quella ormai nota da un buon ventennio: «Ora, alle mointain bike, si sono aggiunte le moto elettriche targate, come dimostra un video che sta girando in questi giorni, nel quale appaiono gruppi di persone che utilizzano queste moto su strade forestali, prati e sentieri per puro divertimento, non si sa con quale tipo di autorizzazione. Tale ingovernata situazione incide prima di tutto sul monte Brione e la sua delicatissima area protetta sede di decine di specie di orchiedee rare; a fronte di inviti anche da parte dell’amministrazione comunale a garantire il controllo degli accessi almeno durante il bike festival, dobbiamo constatare che se questo c’è stato si è rivelato assolutamente insufficiente e inefficace.Sabato scorso alcuni rappresentanti del Coordinamento Ambiente sono andati a monitorare la situazione, nelle due postazioni ove il presidio era presente negli scorsi anni, ma a difesa di tutta l’area, sono state disposte solamente tre banali transenne. A centinaia sono quindi passati nell’area protetta indisturbati senza rispettare i divieti. Nel sopralluogo abbiamo riscontrato inoltre l’apertura di nuovi sentieri nella macchia, lavori effettuati abusivamente, si presume nel periodo invernale.Al forte Batteria di Mezzo abbiamo notato che i molti frequentatori saliti a piedi, erano spesso disturbati dalle bici a motore (ormai quasi il 90% delle bici): questo vuol dire che il Brione si presterebbe benissimo ad un turismo veramente sostenibile se fosse vietato a tutti i frequentatori con le mountain bike e riservato ad un turismo esclusivamente pedonale. La pessima novità è l’arrivo delle moto elettriche fin sul Forte di Mezzo e nei sentieri dell’area protetta: queste moto targate non potrebbero neppure salire sulla strada asfaltata perchè per salire con un mezzo a motore ci vuole un permesso. A precisa domanda hanno detto di essere stati indirizzati al Forte dalla organizzazione del Festival.Quindi rileviamo e denunciamo che la situazione è peggiorata, sia durante il bike festival che nel resto dell’anno.Anche il Parco Miralago è stato brutalmente segnato dal percorso per i ciclisti più giovani ai quali si insegna così che il bene pubblico di tutti può essere consumato in nome di un interesse privato di pochi. Scegliere di garantire un futuro al parco Miralago e al Biotopo del Monte Brione, può essere una scelta impopolare per operatori turistici e del settore “bike”, questo spiegherebbe la mancanza di una chiara e forte volontà “politica ” ad agire per la tutela dell’area. È una visione miope, perché il Brione, con la sua posizione , la storia , l’ambiente , ha di per sè la capacità di generare un turismo diverso, veramente sostenibile. Una manifestazione di queste dimensioni, con pochissimi controlli, provoca fenomeni di overtourism; di fronte a tali numeri certamente anche la Forestale, i Custodi e le forze dell’ordine sono in difficoltà. Le risorse del territorio sono esauribili, anche i sentieri sono letteralmente “consumati”. Lasciar fare, lasciar correre, far finta di niente è comodo. Impegnarsi a fare la cosa giusta e sviluppare un turismo più sostenibile, è più difficile ma è necessario».



Originale su L’Adige

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