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TRENTO. «Per questo modello da donna di colore giallo si parte da 20 euro». «Chi dice 25? Laggiù la signora dice 30? Attenzione, il ragazzo in fondo alza la mano per 35». «E allora 35 euro e 1, 35 e 2, 35 e… 3! Aggiudicata!». Per un paio d’ore, nel primo pomeriggio di ieri, la musica nel piazzale dell’Economato del Comune in via Bronzetti è stata più o meno questa: davanti a più di cento persone la banditrice Chiara Marchetto, “armata” di apposito martelletto per sancire la fine della contesa, ha gestito l’asta pubblica del Comune di Trento. Alla fine sono stati aggiudicati 87 lotti su 93 (81 su 87 biciclette), per un incasso totale di 7.280. Va considerato che poco meno della metà della cifra complessiva era rappresentata dai 3 fonometri: se li è aggiudicati tutti la stessa persona e non c’è stato alcun rilancio rispetto al prezzo base fissato in 1.400, 900 e 600 euro.
La mini moto da cross, altro pezzo pregiato della “sfida”, che partiva da 70 euro, è stata pagata dopo qualche rilancio 100 euro, mentre l’unico monopattino elettrico è stato battuto a 95 euro. Per il resto a farla da padrone sono state le biciclette. Da uomo e da donna, mountain bike o “graziella”, partivano da una base d’asta mediamente bassa, anche di soli 10 euro. Ma qualche rilancio c’è sempre stato e, 5 euro alla volta, il prezzo è salito pur restando accessibile.
Tra il pubblico tanti studenti universitari – o comunque ragazzi giovani, intorno ai vent’anni – ma anche uomini e donne di età più avanzata. La formula adottata è stata quella del cosiddetto “Visto e piaciuto”, con chi si è aggiudicato il bene che, dopo aver saldato il conto, pochi minuti dopo poteva andarsene, spesso in sella al proprio nuovo mezzo, e spesso con il sorriso soddisfatto di chi è convinto di aver fatto un buon affare. E c’è anche chi ha portato a casa più di una bicicletta, magari per accontentare una famiglia numerosa, ma le regole prevedevano un tetto: ciascun partecipante, infatti, aveva la possibilità di aggiudicarsi un massimo di dieci lotti.
Come accennato, i rilanci ci sono stati, ma tutto si è svolto in un clima di divertimento e serenità, senza “battaglie” a suon di euro. I 93 oggetti, come detto per la quasi totalità biciclette, sono stati rinvenuti in varie zone della città e diventati poi di proprietà del Comune in quanto oggetti smarriti. Una volta consegnati all’Economato, e non reclamati entro i termini di legge, sono stati messi a disposizione dei cittadini con l’asta.
L’amministrazione comunale valuterà la destinazione dei pochi beni rimasti invenduti.
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Originale su L’Adige