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Ciclovia del Garda, Pd all’attacco della giunta: “Aumentano costi, rischi e danni, ma Fugatti tira dritto” – Riva – Arco


RIVA DEL GARDA. “Più il tempo scorre e più aumentano discussioni, critiche e osservazioni sulla costruzione della ciclovia del Garda. Ma paiono bruscolini per il presidente Fugatti, che ieri, venerdì 28 giugno, ha annunciato fieramente di tirare dritto e avviare la procedura di affidamento del tratto Limone-Galleria dei Titani”. Il Pd punta il dito contro la giunta provinciale. “Critiche e preoccupazioni sono state mosse anche recentemente da molti sindaci di comuni dell’Alto Garda e Ledro oltre che dei comuni delle sponde Lombardo-Venete, oltre a quelle dei consigli comunali: ovviamente intendo i consigli comunali che sino ad oggi, hanno avuto modo e/o potuto esprimersi (non la recente adunanza convocata a Riva del Garda dove la maggioranza ha disertato l’aula), delle associazioni ambientaliste e delle tante cittadine e cittadini. Prese di posizione che a buon titolo vengono dal nostro territorio che è direttamente coinvolto ma che la giunta provinciale non vuole ascoltare”.
”Anche il sindaco di Limone, pur dichiarandosi favorevole all’opera della Ciclovia, si dice contrario alla pista a sbalzo a Tremosine – sul tratto Limone-Gargnano e chiede soluzioni alternative. Oltre allo sfregio ambientale e paesaggistico, è la mostruosità dei costi di realizzazione del progetto di ciclovia del Garda che da tempo è agli onori delle cronache regionali e nazionali. Qualche giorno fa, si è aggiunta, come riportato nel recente articolo de “Il Corriere di Verona” anche la delibera della Corte dei Conti di Roma n. 64 del 2024, che riporta alcuni dati interessanti ovvero che per la Ciclovia del Garda sono stati finanziati 30 milioni di Euro per 18 Km di percorso, e dove il costo a chilometro risulta quindi equivalenti ad 1.666.666 Euro”.

“Lo stesso articolo riporta anche la stima rilasciata dal Comitato Interregionale, per quanto riguarda il tratto trentino della Ciclovia, dove da un costo unitario per chilometro, inizialmente previsto in circa 400.000 Euro, il costo è lievitato a 8,5 milioni di Euro/Km, poiché la pista ciclabile che insiste su pareti friabili, poste a strapiombo sul lago pare necessiti di soluzioni infrastrutturali particolarmente onerose, che se fossero confermate ed estese su tutto il percorso lungo i versanti montuosi del Garda, comporterebbero un aumento enorme dei costi dell’opera e che il Comitato Interregionale stima oltre 1 miliardo e 200 milioni di Euro per l’intero percorso di 144 Km… un bel salto rispetto ai 67 milioni di Euro originariamente previsti (nel 2017)”!

Partendo da quest’analisi, Michela Calzà ha depositato a firma congiunta con il collega Alessio Manica una interrogazione in Consiglio provinciale, al fine di conoscere le valutazioni geologiche relative ai lavori sul tratto trentino; le ragioni degli aumenti dei costi e le previsioni degli stessi per il futuro; gli accordi in essere con le Regioni confinanti per la realizzazione del progetto complessivo e la ripartizione dei relativi costi, nonché le attuali linee di indirizzo politico per il turismo nella nostra provincia e quali opzioni si intendano percorrere, davanti agli ormai raggiunti limiti del turismo di massa.



Originale su L’Adige

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