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Confronto sul metodo Montessori, a Trento un centinaio di docenti e dirigenti di istituti di tutta Italia – Cronaca


TRENTO. Quattro istituti coinvolti – con venti classi che accolgono 450 alunne e alunni – e una domanda sempre crescente, con i posti a disposizione che non sempre sono sufficienti a soddisfare le richieste. Il metodo Montessori nella scuola trentina è ormai una solida realtà, che rappresenta anche un “benchmark” per il resto d’Italia. 
La conferma è arrivata sabato, 25 maggio, nel corso di un convegno che ha visto la partecipazione di relatori sia italiani che internazionali, e di un centinaio di docenti e dirigenti di istituti di tutta Italia. Nell’aula magna delle scuole Crispi di via San Giovanni Bosco si sono incontrati e confrontati oltre un centinaio tra insegnanti, presidi ed educatori, che hanno fatto il punto sull’evoluzione e la diffusione del metodo, promosso a partire dall’inizio del Novecento da Maria Montessori. 
La scelta di Trento, con l’evento promosso dagli istituti comprensivi Trento 6 e Trento 5 non è stata casuale dato che proprio nel capoluogo e a Rovereto, nel 2016 partirono le prime sperimentazioni per arricchire l’offerta della scuola pubblica attraverso l’adozione del metodo. Una proposta la cui bontà è stata certificata dall’avvio di altre sezioni a Pergine e Riva, ma anche nel resto d’Italia, con il Trentino guardato come esempio di buone pratiche ed eccellenza formativa. 
Proprio la crescente domanda da parte delle famiglie ha spinto dicenti e dirigenti a pensare ad un momento di confronto e formazione comune, introdotto da Chiara Vitti ed Elisabetta Valle, docenti Montessori dell’istituto Trento 6 e arricchito dagli interventi di Giulia Consalvo (dell’Università di Bolzano, formatrice Montessori), delle dirigenti di Trento 6 Chiara Ghetta e Trento 5 Paola Pasqualin, che hanno illustrato il percorso Montessori in Trentino, evidenziando l’impegno dei docenti nel creare una scuola più a misura di bambino e bambina. 
La giornata è stata poi impreziosita dall’intervento di Maria Luna Esquer (AMI) oltre che da quello conclusivo curato da Baiba Krumins Grazzini, direttrice della Fondazione Centro Internazionale di Studi Montessoriani, che ha sottolineato come l’obiettivo principale dell’educazione è la crescita dei bambini e il loro sviluppo armonioso seguendone le loro esigenze, attraverso una formazione continua e condivisa da parte dei docenti per migliorare le pratiche educative.



Originale su L’Adige

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