[ad_1]
DRO. «Anna, entri a far parte della classe: prendi la tua maglia!». Anna Iseppi, 19enne di Dro, è ufficialmente una ballerina della classe 2025-2026 di “Amici di Maria”, programma televisivo dedicato ai giovani talenti del canto e della danza, ideato e condotto da Maria De Filippi.Ballerina alla “Lighthouse Studio”, scuola di danza di Trento la cui direzione artistica è seguita da Isabel Nardelli e Patrick Ang, si è descritta come una ragazza «tosta, determinata e testarda». «Per me danzare significa scavare nei ricordi perché, tramite i movimenti, riesco a rivivere le emozioni. Non so esprimermi a parole, con la danza credo di farmi capire di più», questa la presentazione letta da Maria De Filippi.La giovane dell’Alto Garda ha ballato sulle note di “Take me home”, canzone di Jess Glynne, senza mai essere interrotta da alcun insegnante (ciascun docente ha infatti la possibilità di silenziare la base sulla quale gli aspiranti allievi ballano o cantano, in caso di insufficienza). Per Alessandra Celentano banco no, ma per i colleghi Veronica Peparini ed Emanuel Lo l’entrata di Anna ad “Amici” vale quanto un “sì” a pieni voti. È stata Geppi Cucciari, comica e conduttrice, a consegnare alla giovane ballerina l’attesissima “maglia”, simbolo dell’accesso definitivo alla scuola di Canale 5. Nelle prossime puntate scopriremo se Anna lavorerà con Veronica Peparini oppure con Emanuel Lo. «Grazie a tutti!» ha sussurrato, estremamente commossa, al microfono, prima di prendere posto tra i banchi. La puntata è andata in onda oggi, su Canale 5, ma è stata registrata giovedì. Nel primo pomeriggio, dall’altra parte dello schermo, c’era la sua seconda famiglia in tifo e trionfo per lei. Gli allievi e i docenti della “Lighthouse” hanno infatti messo in pausa lo stereo, acceso per l’allenamento domenicale, e circondato virtualmente la loro ballerina. A condividere con noi le sue sensazioni è Isabel Nardelli, insegnante di Anna Iseppi.
Isabel, come si è sentita nell’osservare Anna danzare in televisione?
«Sono super emozionata ed orgogliosa di lei! Lo siamo tutti, davvero. Possiede importanti doti ma, altrettanto grande, è il suo cuore. È molto empatica ed emotiva: vedere le sue emozioni trasparire durante l’esibizione e “bucare” lo schermo sino a raggiungere i telespettatori è stato incredibile».
Quando è nata l’idea di partecipare al programma?
«Il suo percorso verso “Amici” non è stato semplice, anzi. Anna ha dovuto confrontarsi con molti imprevisti: dai treni persi alla tensione dovuta ai diversi provini di sbarramento. Per lei, scegliere questa strada non è stato immediato: essendo impegnata in tutte le compagnie di danza della nostra (“Barkada” per l’hip-hop, “Ephaestus” per contemporaneo e “Ebloom” per modern), si era dichiarata pronta a rinunciare ad “Amici” pur di proseguire il lavoro e i progetti avviati con i gruppi creatisi alla “Lighthouse”. Proseguire con noi, una volta entrata, è infattibile. Noi insegnanti abbiamo lottato molto affinché non sprecasse questa occasione: vediamo la sua luce, le sue grandi potenzialità e il talento; sarebbe stato un peccato non presentarsi al programma. Così, dopo svariati momenti di confusione, ha deciso di proseguire le audizioni. Come si è visto, è andata benissimo!».
Qual è lo stile che caratterizza Anna?
«Ha sempre studiato tutti gli stili per essere versatile: classico, contemporaneo, modern, hip-hop. Trascorreva giornate intere in sala, riuscendo ad incastrare qualunque impegno: lezioni di danza di ogni stile, spettacoli, competizioni, prove e, naturalmente, la scuola. Sino allo scorso anno frequentava le superiori e, persino durante lo studio per l’Esame di Maturità, non ha mai desistito. Sono sincera, temevo portasse persino la brandina per dormire qui! Anna è mossa da una costanza pazzesca e da una profonda umiltà. Pur essendo talentuosa, non ha mai avuto atteggiamenti superbi o comportamenti altezzosi nei confronti dei compagni, anzi ha sempre cercato di aiutare. La chiamo spesso, in maniera scherzosa, “scimmietta”, data l’attitudine socievole che la spinge ad andare d’accordo con chiunque, anche con i muri!».
Cosa rappresenta questa nuova avventura?
«Anna, come dicevo, ha trascorso ore ed ore al nostro fianco. Il successo che sta vivendo non è gratuito: è frutto di parecchi sacrifici e di tantissime giornate in sala, a provare, riprovare e faticare. Sono entusiasta di associare Anna al motivo che ha portato alla nascita di “Lighthouse”. Questo termine, tradotto in italiano, significa “faro”. Come un faro che indica la rotta corretta alle navi, noi insegnanti indichiamo ai nostri ballerini la via del successo quanto per chi si perde, quella di casa. Unire questi puntini grazie ad Anna è un’emozione indescrivibile».
[ad_2]
Originale su L’Adige