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Ferro: «Medici e infermieri, più assunti che dimessi» – Cronaca


TRENTO. L’elevato numero di dimissioni di infermieri e medici nel 2022 e 2023? Per il dg Antonio Ferro la situazione non è così negativa. «Le entrate di personale sono superiori alle dimissioni e il numero di teste equivalenti è superiore a quello del 2019. Chiaro che è cambiato l’approccio dei giovani, il turn over è più elevato, ma i dati dimostrano che abbiamo più personale adesso che prima del Covid. Vuol dire che Trentino è attrattivo, che la scuola di medicina è stata un investimento importante della precedente giunta e che quindi il complesso della forza lavoro, che è l’elemento più importante di un’azienda, è forte e stabile».Quando parla di “teste” Ferro non tiene però conto del fatto che l’Azienda sanitaria non un’azienda qualunque dove il lavoro di una persona può equivalere a quello di un’altra. In questi anni se ne sono andati professionisti, sia medici che infermieri, di lunga esperienza e con grande professionalità, in molti casi sono stati sostituiti da giovani specializzandi o neolaureati che ovviamente hanno bisogno di tempo per formarsi. E se c’è un posto dove “uno a uno” non vale sono proprio i reparti ospedalieri o gli ambulatori.Ferro giustifica poi la difficoltà ad accorciare i tempi delle liste d’attesa con il fatto che sono cambiate le esigenze della popolazione. «Le richieste che ci arrivano dalla società civile sono in aumento e quindi è chiaro che si è sempre sotto stress e ci portiamo la zavorra dei due anni di Covid che hanno non solo creato delle liste d’attesa importanti ma anche cambiato l’approccio delle persone nei confronti della sanità».Dopo aver fornito con trasparenza i numeri delle dimissioni in una risposta ad un’interrogazione in consiglio, è lo stesso assessore Mario Tonina a dare quelli sulle assunzioni.«Rispetto al 2019 abbiamo in più 127 infermieri (262 assunzioni nel 2022 e 207 nel 2023) e 35 medici (145 assunzioni nel 2022 e 171 nel 2023). I dati complessivi 2019-2023 indicano, per i medici, 133 dimissioni (pensionamento, volontarie, mobilità, decesso, scadenza incarico) nel 2019, 121 nel 2020, 131 nel 2021, 151 nel 2022 e 151 nel 2023 mentre, come detto, le assunzioni, che comprendono sia quelle a tempo indeterminato sia anche le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato e le assunzioni a tempo determinato per ragioni tecniche, sono state 35 in più.Nel totale delle nuove assunzioni sono però compresi, va specificato, ben 148 specializzandi. Perché, viene da chiedersi, nonostante gli aumenti, nei reparti serpeggia il malumore, i carichi di lavoro sembrano insostenibili, saltano ferie e riposi e le liste d’attesa non si accorciano tanto che anche nel 2023 si è dovuto chiedere un maggior aiuto al privato convenzionato? «Stiamo lavorando, anche con la collega Gerosa, per creare i presupposti affinché i giovani scelgano con consapevolezza di lavorare nella sanità. Certo i risultati non li vedremo domani, ma è importante che chi fa questo lavoro lo faccia con convinzione e passione.Servono maggiori risorse? Le metteremo perché se riusciamo motivare il personale, e non parlo solo economicamente, ci guadagniamo tutti».Tonina è consapevole che il periodo del Covid ha messo a dura prova il settore e che occorre migliorare le condizioni di lavoro e garantire il giusto riconoscimento ai professionisti. «Sono convinto che se si vuole garantire un servizio di qualità occorra investire sulle persone, attraverso la preparazione del personale ma anche la loro valorizzazione».



Originale su L’Adige

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