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Formaggi trentini in crisi, valore di produzione e conferimento in calo, il punto di Concast – Cronaca


TRENTO. Il valore della produzione registrato nel 2023 da Trentingrana Concast è stato di 63,4 milioni di euro, in calo del 5,9% circa rispetto al 2022. I caseifici Associati sono ad oggi 14 e rappresentano il riferimento per 635 aziende agricole che, nel 2023, hanno conferito circa 115.000 tonnellate di latte – dato in calo del 3,57% rispetto all’anno precedente – ossia l’83% del latte prodotto complessivamente in Provincia di Trento.
Il 2023 – è emerso durante l’assemblea di oggi – ha rappresentato per la Trentingrana un’annata profondamente influenzata dal calo produttivo, con un conferimento che è passato da circa 108.000 forme del 2022 a circa 95.000 del 2023; in questo contesto, sono state vendute circa 96.000 forme.
Per il futuro, tuttavia, già a partire dall’annata in corso, si prospetta un ulteriore diminuzione del conferimento, che dovrebbe attestarsi a circa 85.000 forme. L’assemblea ha confermato per un nuovo mandato il cda uscente e votato i componenti del nuovo consiglio, formato dai rappresentanti dei 14 caseifici associati. Il nuovo consiglio eleggerà il presidente, perché dopo tre anni di mandato, il presidente Stefano Albasini lascia.
Albasini, presidente di Trentingrana Concast, ha portato all’attenzione dei Soci presenti i fatti salienti dell’anno trascorso, a partire dal tema critico dell’andamento dei costi, che già da alcuni anni incide in modo pesante sulle aziende zootecniche.
“I prezzi che permangono alti per foraggi, energia, trasporti, imballaggi e l’aumento repentino dei tassi d’interesse ha messo a dura prova il comparto per tutto il 2023. Il nostro Consorzio ha però proseguito con il piano di investimenti reso possibile dal PNRR”.
In questa direzione sono andate infatti le azioni concrete messe in campo che hanno portato all’avvio nei primi mesi del 2024 del nuovo Centro Unico di Confezionamento per i diversi formaggi commercializzati dal Consorzio, progetto realizzato in seno al Pnrr e che ha visto tra gli altri l’internalizzazione del processo di grattugia del Trentingrana.
Altro fatto importante riguarda i Caseifici Associati: nel 2023 è proseguito infatti il processo di accorpamento di diversi Caseifici (passati da 17 a 14). Albasini, ricorda anche il rientro del Caseificio degli Altipiani e del Vezzena nella commercializzazione comune del Gruppo Formaggi del Trentino avvenuta a inizio 2023.
Il Presidente ha proseguito la sua relazione accennando alla prosecuzione del progetto di stagionatura ipogea di Trentingrana nella Miniera San Romedio di Tassullo, sperimentazione ampliata rispetto alla fase iniziale e che terminerà nel corso del 2025, permettendo di analizzare i dati definitivi. “L’iniziativa, avviata nel 2022, che mi piace ricordare essere la prima nel suo genere per un formaggio DOP nel segmento di tipologia grana, mira alla salvaguardia del territorio – grazie al risparmio energetico, al risparmio nell’utilizzo di suolo epigeo e alla promozione di un’economia circolare – e al contempo rafforza le sinergie della nostra realtà con le altre realtà agroalimentari del territorio”.
Il presidente Albasini, dopo aver ringraziato il cda, le istituzioni cooperative – in particolare Promocoop Trentina spa che ha deliberato un significativo investimento nel consorzio – e la giunta provinciale, ha auspicato che il lavoro e le decisioni cruciali del Consorzio saranno portate avanti con coraggio e spirito di collaborazione.
“Certamente nel nostro Consorzio – ha affermato – sussistono sempre margini di miglioramento, su diversi fronti, è importante che alla fine si riesca a trovare una quadra che permetta la migliore soddisfazione a tutte le parti coinvolte”.
In merito alla Linea Formaggi Tradizionali la commercializzazione ha portato discrete soddisfazioni, con vendite in leggera crescita in valore rispetto all’anno precedente specialmente nell’ambito della Grande Distribuzione locale. Al contempo si è assistito ad una diminuzione delle produzioni, che ha portato un calo delle quantità vendute.
Per quanto riguarda la Linea Burro, poi, la cui produzione si è attestata a circa 1.400 tonnellate, l’andamento di mercato ha fatto registrare un buon valore commerciale, seppur in calo rispetto all’anno precedente.
Nel reparto Sierificio, che garantisce la valorizzazione per il sottoprodotto derivante dalla lavorazione dei formaggi nei caseifici associati, sono state prodotte 8.034 tonnellate, in aumento rispetto alle 6.728 tonnellate del 2022. I dati registrati sui costi di produzione in questo primo quadrimestre 2024, infine, dopo un paio d’anni estremamente difficili, evidenziano una stabilizzazione dei prezzi, che permangono tuttavia relativamente alti rispetto agli anni pre pandemici.
Grande rilevanza ha acquisito il costo del denaro, che nel corso di brevissimo tempo ha portato un aumento degli interessi pagati del 300% rispetto all’anno precedente. 



Originale su L’Adige

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