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La dottoressa se ne va, ma l’Azienda sanitaria le manda pazienti – Trento


TRENTO. A giugno la dottoressa Margherita Marra ha informato Comune e Azienda sanitaria della sua intenzione di tornare nella regione d’origine, la Puglia. Dopo 23 anni lontana da casa per studio e lavoro, è riuscita ad ottenere un trasferimento nel suo paese. La dottoressa, appena saputo che se ne sarebbe andata, ha correttamente informato i suoi pazienti, man mano che si presentavano in ambulatorio, che era opportuno che loro con calma si trovassero un altro medico in quanto il 26 ottobre sarà il suo ultimo giorno in Trentino.
Fino a qui nulla di strano. Peccato che alla dottoressa continuino ad arrivare nuovi pazienti. Residenti che, dopo le dimissioni per motivi personali della dottoressa Carla Giovannini, che lavorava a Martignano e Villamontagna, hanno scelto lei vedendo che aveva posti liberi e una buona reputazione. «Io ho avvisato da mesi l’Apss e mandato anche una Pec all’ufficio per le scelte dei medici in cui chiedevo di non assegnarmi nuovi pazienti in quanto me ne sto andando, ma mi hanno risposto che non possono fare nulla per privacy e che loro informano 15 giorni prima del termine del contratto. Questa cosa, però, non va bene né per i pazienti che scelgono un medico che rimane solo poche settimane e nemmeno per me che in questo ultimo periodo sto salutando quelli vecchi e mi sto preparando ad andare. Lavoro qui da cinque anni, da dieci in Trentino, e voglio essere corretta fino alla fine. Posso fare le visite urgenti, certo, ma non certo instaurare un rapporto come lo intendo io sapendo che me ne andrò tra poco».
La dottoressa Marra lascia l’ambulatorio di Povo e quello di Romagnano. «Per i pazienti di Povo non ci dovrebbero essere problemi in quanto la dottoressa Cristina Caserotti termina il suo percorso di specializzazione a breve e quindi non avrà più il limite dei 500 pazienti».
Sulla situazione medici sulla collina est di Trento era già intervenuto nei giorni scorsi il medico sindacalista Nicola Paoli spiegando che il gruppo integrato di cinque medici, coordinato dallo stesso Paoli, si è impegnato assicurando assistenza ai pazienti di Giovannini, soprattutto se fragili e non autosufficienti. Questo in attesa dell’arrivo di un nuovo medico sulla collina.
«Ci sarebbe la disponibilità di un medico ad esercitare nell’ambulatorio di Villamontagna – aveva spiegato Paoli – a condizione che l’ambulatorio sia concesso dal Comune in comodato d’uso gratuito». L’Amministrazione comunale però, per normativa, non può applicare la gratuità per spazi pubblici concessi ad un professionista, ma può adottare una riduzione per la zona disagiata. Sulla questione è intervenuta anche la consigliera comunale e candidata Eleonora Angeli (Lista Fugatti Presidente) che auspica che il Comune riveda la questione e fornisca gli ambulatori gratuitamente ai medici in modo da garantire l’assistenza sanitaria ai residenti.



Originale su L’Adige

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