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Sanremo, l’autrice trentina Alice Porta ha presentato il suo nuovo romanzo a due passi dall’Ariston – Cultura e Spettacoli


TRENTO. L’età – per rimandare al titolo della sua prima opera – è dalla sua parte. Carattere e talento pure: non è da tutti, a soli 26 anni, riuscire ad affrontare le difficoltà della vita trasformandole in qualcosa di costruttivo, metabolizzandole mettendo tutto nero su bianco. Come sta riuscendo a fare la trentina Alice Porta: ha appena dato alle stampe il suo secondo romanzo, “Con il cuore tra le righe”, che oggi (sabato 10 febbraio) – scusate se è poco – è stato presentato nella cornice del Festival di Sanremo a “Casa Sanremo Writers”.Voglie di riscatto e di costruirsi un futuro quando attorno si hanno macerie, energia e determinazione sono frecce che Porta ha dovuto imparare a crearsi da sé per averle nella faretra: ha dovuto crescere in fretta, ritrovandosi a 21 anni, nel 2019, costretta a gestire la chiusura di un locale affrontando incombenze economiche e burocratiche. Tutte esperienze che la giovane, che ora vive a Martignano, ha messo nel suo primo libro, “L’età è dalla mia parte” appunto, pubblicato nell’estate 2021.Di quanto il destino volesse accanirsi contro Alice, lei stessa lo ha scoperto sulla sua pelle più tardi, quando dopo aver conosciuto il cantante vicentino Michele Merlo e aver stretto con lui un profondo rapporto, si è vista strappare anche questo affetto. Merlo, reso noto al grande pubblico dalle partecipazioni a XFactor nel 2015 e Amici nel 2017 è infatti scomparso per una leucemia fulminante nel 2021. Fra i più appassionati sostenitori della sua attività di scrittrice c’era proprio Michele, al quale Alice Porta ha dedicato il suo secondo lavoro, uscito in questi giorni per la casa editrice A.Car e che appunto è stato presentato nella Riviera dei Fiori.

Non male come vetrina per il suo ultimo lavoro. Ma come è nato? «L’ho iniziato verso la fine dell’estate in cui Michele se n’è andato. La scrittura mi ha dato riparo, è sempre stata un’amica che non se n’è mai andata, nemmeno nei momenti più difficili. Così anche questa volta, mi ha teso la mano e io non ho perso occasione per cederle la mia».Si è ritrovata a scrivere per guardare avanti: ma oltre alla scrittura ci sono altri progetti nella sua vita? «Le emozioni che provo mentre scrivo difficilmente le vivo in altri momenti. Quando mi ritrovo a dover dire che cosa significa per me scrivere, spesso mi mancano le parole. È un processo naturale, un lasciare andare le mani che in modo del tutto spontaneo danno voce alle cose che penso e sento. Scrivere per me è fondamentale ma non è tutto. Lavoro in un ente di formazione a Trento e a breve dovrei laurearmi in Economia e Management. Una vita che si alterna tra numeri e parole, ma dove non potrebbe mancare nessuna delle due parti».Spengono il dolore, le parole condivise da chi la legge? Scriverne, funziona? Le parole condivise non spengono il dolore, ma danno vita alle emozioni rendendole reali, tangibili. Scrivere funziona, o per lo meno, con me. Il bello di tutto ciò però è lasciar scrivere le mani e lasciar andare la mente e nel momento in cui succede nascono pagine e nemmeno me ne rendo conto. In un secondo momento poi, sapere che le parole che scrivo arrivano alle persone che mi leggono è senza dubbio la cosa più bella.”Mai mollare” è uno dei messaggi che Michele le scriveva e lei ripropone spesso: un invito anche per chi attraversa difficoltà come è capitato a lei. «È così. Forse la cosa importante è credere sempre in ciò che si sogna. C’è una frase di Henry Ford che mi rappresenta molto. Diceva: “Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione”. E io credo abbia pienamente ragione».



Originale su L’Adige

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