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Schianto mortale, martedì prossimo a Sopramonte l’ultimo saluto a Gerardo Segata: “Un grandissimo lavoratore” – Cronaca


PERGINE. L’infanzia in famiglia a Sopramonte, l’attività da artigiano, in proprio, prima del passaggio alle dipendenze della Misconel. Le esperienze in Sudamerica e soprattutto la grande passione per il volo, tanto forte da farlo arrivare ad acquisire il brevetto, e per il paracadutismo. La vita di Gerardo Segata era all’insegna del dinamismo, tra passioni e grande impegno nel lavoro. Una vita spezzatasi troppo presto, improvvisamente. Mercoledì 21 febbraio, stava tornando a casa, a Pergine, dalla Val di Non, dove stava lavorando in un cantiere.Ma attorno alle 15 a Mezzolombardo, poco dopo aver superato lo svincolo per la Rupe, ha perso la vita dopo essersi schiantato con il furgone contro un tir. Un impatto devastante che non ha lasciato scampo all’escavatorista dipendente della ditta Misconel, che è morto sul colpo. Il suo funerale si svolgerà martedì 27 febbraio, alle ore 14, a Sopramonte.Sono due le comunità in lutto, dopo la morte di Gerardo Segata: non solo quella di Pergine, dove l’uomo viveva da molti anni ma anche quella del sobborgo del capoluogo, dove era cresciuto assieme al fratello Giordano e alla sorella Daria e dove tornava spesso per fare visita alla madre Ester, almeno fino alla sua morte, a 97 anni, l’anno scorso.In paese aveva ancora conservato amicizie, che il 65enne sapeva rinsaldare ogni volta che ritornava nel sobborgo, di tanto in tanto. Sul lavoro, poi, era un professionista esemplare: «Era un validissimo collaboratore», lo ricorda commosso Giulio Misconel, suo datore di lavoro: «Era con noi da una decina d’anni, dopo aver deciso di interrompere la sua attività da autonomo, come artigiano».La sua ditta, la Digging System, aveva sede a Villazzano. Poi Segata aveva deciso che si confaceva più alle proprie esigenze l’abbandonare l’attività in proprio: «Con noi aveva continuato a fare l’escavatorista, era molto esperto e anche per questo in questo periodo stava seguendo i lavori di realizzazione di un bacino a Brez, cantiere nel quale stiamo impegnando le nostre migliori maestranze».Il lavoro con le macchine operatrici aveva caratterizzato tutta la sua carriera professionale, come ricorda la sorella Daria: «Anche quando aveva lavorato per qualche anno in Sudamerica, in Cile, aveva fatto l’escavatorista, aveva sempre lavorato in quel campo. Da Sopramonte ce ne siamo andati tutti, ognuno di noi aveva la propria vita come è giusto che sia, ma ogni tanto ci si ritrovava. La scomparsa di Gerardo è un grande dolore per tutti noi».Gerardo Segata, oltre alla compagna, lascia una figlia e un figlio.



Originale su L’Adige

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