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Sindaco del Cosentino denuncia le Poste per chiusura ufficio – Attualità


(ANSA) – ALBIDONA, 15 DIC – Poste italiane ha chiuso il 2 novembre l’unico ufficio nel suo comune e, malgrado i ripetuti annunci di una ripresa del servizio in tempi brevi, non lo ha ancora riaperto. E così Leonardo Aurelio, sindaco di Albidona, comune della provincia di Cosenza di poco più di 1.300 abitanti, ha deciso di presentare alla Procura della Repubblica di Castrovillari una denuncia-querela contro la società accusandola di “interruzione di pubblico servizio”. Nella denuncia il sindaco Aurelio, che tra l’altro è un avvocato, ripercorre le tappe della vicenda che lo ha indotto ad assumere la sua iniziativa. Il primo cittadino di Albidona, nell’esposto, afferma, tra l’altro, che Poste Italiane “a causa della necessità di eseguire dei lavori nell’immobile in cui é ospitato, aveva comunicato la chiusura dell’ufficio dal 7 al 21 novembre. La data di riapertura é stata però più volte rimandata, una prima volta, al 29 novembre e una seconda al 5 dicembre. Il 2 dicembre ho inviato a Poste italiane una missiva con cui ho invitato la società a riaprire l’ufficio nel più breve tempo possibile, visto che le ditte incaricate dei lavori svolgevano la loro attività solo qualche giorno a settimana e per poche ore. Ma la mattina del 5 dicembre é arrivata, purtroppo, l’amara sorpresa: l’ufficio sarebbe rimasto chiuso sino al 13 dicembre. Il 6 dicembre, viste le molte proteste che mi sono pervenute da parte soprattutto di persone anziane, impossibilitate a ritirare la pensione, ho presentato una nuova diffida con cui ho invitato Poste italiane a concludere il prima possibile i lavori per consentire la riapertura dell’ufficio. Ma nemmeno la mattina dello scorso 13 dicembre l’ufficio ha riaperto e, da informazioni ufficiose raccolte, ho appreso che il servizio riaprirà soltanto il 18 dicembre”. Da qui la decisione del sindaco Aurelio di rivolgersi alla Procura di Castrovillari, alla quale ha chiesto che “vengano espletate le necessarie indagini al fine di pervenire all’identificazione dei responsabili di tali comportamenti”. (ANSA).



Originale su L’Adige

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