Site logo

Spaceways, a Rovereto arriva anche Auroro Borealo. il cantautore che ama il brutto – Cultura e Spettacoli


ROVERETO. L’inarrestabile performer Auroro Borealo riparte in tour: tornano i suoi live infuocati di acrobazie, rock’n’roll e stage diving, ma anche i suoi spassosissimi dj set. Fra le tappe del tour dalla sigla surreale di “Un cucciolo di anziano” anche quella di venerdì 24 maggio, alle 21.30 all’Auditorium Melotti, per il secondo weekend di Spaceways a Rovereto.
Performer, cantante, autore, parallelamente alla musica Auroro Borealo , al secolo Francesco Ruggero, porta avanti da anni varie attività di ricerca e di divulgazione sul “diversamente bello”: nel 2018 ha dato vita alla pagina Instagram Libri Brutti che al momento conta oltre 71.000 follower e dal 2006 gestisce il sito orrorea33giri.com.
Auroro Borealo, impossibile non iniziare dalla sigla del suo tour: “Un cucciolo di anziano”.
“Questo titolo racchiude un po’ tutta la nostra generazione perché abbiamo già le rughe ma ancora i brufoli. Noi millennials abbiamo vissuto tra il boom economico e la grande crisi che abbiamo dovuto affrontare subito dopo, quindi ci siamo ritrovati a invecchiare di colpo con parti della nostra vita che però sono giovanissime e questa cosa si rispecchia un po’ in tutta la mia musica”.
Che show ci si deve aspettare?
“I miei concerti sono sempre un mix di generi e poi cerco sempre di mettere un momento per tutti: ci sono pezzi più punk, alcuni dove si può più ballare, altri acustici. Il genere è uno strumento che uso per intrattenere il pubblico. Creo come una curva all’interno dello spettacolo con un momento in cui interagisco col pubblico, un altro in cui mi butto sulla folla”,
La sua ricerca oltre la musica punta alla divulgazione del “diversamente bello”.
“Partiamo dall’assunto che il bello e il brutto sono soggettivi, nel momento in cui parli di brutto e bello stai facendo una cernita. “Diversamente bello” è tutto ciò che nella sua vita artistica è stato considerato brutto e invece poi è stato rivalutato e viceversa. Il concetto è che ogni pezzo di cultura ha la sua dignità e cerco di dimostrare che anche la musica brutta, i libri brutti hanno una loro ragione d’essere: sono rilevanti per qualcuno, per la cultura o raccontano molto spesso un’epoca di una società in maniera più precisa e puntuale di opere d’arte considerate “alte” perché sono più vicine alla realtà”.
Continua anche l’attenzione per il tuo Libri Brutti che al momento conta oltre 71.000 follower e dal 2006 gestisce il sito orrorea33giri.com: si aspettava questo successo?
“Non mi aspettavo questo seguito su instagram e nemmeno negli spettacoli dal vivo. “Libri brutti” era più una collezione personale che ho messo su per intrattenere gli amici. Ho capito che nel mondo dell’editoria c’è poca leggerezza, si prendono tutti molto sul serio e credo che il mio podcast sia un piacere proibito per molti di loro che quasi non possono dire che lo ascoltano perché hanno paura che i libri della loro casa editrice finiscano nella mia pagina”.
Da quasi vent’anni gestisce il sito orrorea33giri.com.
“Orrorea33giri è nato come licenza di parlare di dischi di cui all’epoca nessun altro parlava. Ci siamo poi trovati a diventare un punto di riferimento come ad esempio per il vinile giapponese della Mussolini, tant’è che se vai sulla sua pagina wikipedia c’è il mio riferimento su questo disco, lo stesso vale per la discografia di Massimo Boldi”.
Inoltre ha creato un’etichetta discografica, la Talento.
“C’erano degli artisti che mi piace ascoltare e che non avevano spazio e quindi ho deciso di pubblicarli io. Poi ci siamo resi conto che sono davvero poche le famiglie musicali che sono rimaste in Italia non guidate dal bieco business. Uno degli esempi sono “I dischi sotterranei” di Padova che sento simili a noi e che hanno costruito una scena musicale e anche noi volevamo fare la stessa cosa”.
I suoi miti?
“Frank Zappa, Roberto Freak Antoni degli Skiantos, che ho potuto considerare amico e Tommaso Labranca”.
Il futuro di Auroro Borealo?
“Sto scrivendo un disco nuovo, nel frattempo farò la seconda stagione del podcast “Libri brutti” che ci ha dato tanta soddisfazione e poi sto producendo un musical che andrà in scena il 25 maggio al Mi Ami Festival, se va bene potremmo poi pensare a una tournée”.



Originale su L’Adige

Commenti

  • Ancora nessun commento.
  • Aggiungi un commento